Fare il reportage del matrimonio, significa raccontare, creare la narrazione, il documento dell'intera giornata, senza che il fotografo si intrometta con richieste di posa: senza, cioè, modificare o manipolare la realtà a proprio piacimento.
Gli scatti che ne seguiranno saranno tutti spontanei e naturali e gli sposi saranno liberi di gustarsi appieno la loro festa ed i loro ospiti venendo sempre e comunque ritratti nei momenti e nelle espressioni migliori.
Le foto cattureranno ciò che sono, la loro personalità, senza filtri, in molto onesto e sincero.

Nel reportage è fondamentale attenersi a questa regola. Modificare una situazione a proprio vantaggio, sarebbe comunque una finzione, una forzatura: sarebbe raccontare una bugia! La realtà è già bella così com'è, basta avere la sensibilità di coglierla nel giusto istante.

La cura ai dettagli è l'elemento fondante del reportage in quanto spesso sanno andare oltre, narrando sia dei periodi che hanno preceduto l'evento e a volte anche dei mesi che lo seguono, ma parlano anche degli sposi, delle loro scelte, insomma della loro storia e di ciò che sono.
Se siete stati, quindi, a quei matrimoni dove gli sposi scompaiono per ore interminabili per fare le foto con il fotografo e vi siete annoiati a morte, non è certo questo il caso.

reportage foto spontanee e naturali
reportage foto di dettaglio degli sposi che si tengono le mani
reportage foto di dettaglio del trucco

Un matrimonio senza fotografo


È proprio questa la sensazione che potrebbe avere la coppia che sceglie il servizio di reportage per il proprio matrimonio. La discrezione e la ricerca di essere quanto più invisibili possibile, caratterizza il fotografo di reportage. E mentre gli sposi vivono serenamente la propria giornata, i fotografi studiano ogni scena ed ogni situazione per ottenere il meglio da ogni istante.

reportage foto dei preparativi
reportage, foto degli sposi che giocano a bordo piscina
reportage foto della sposa dal parrucchiere

Dalla mattina alla sera, per entrambi gli sposi.


Generalmente, nel reportage, gli sposi vengono seguiti entrambi, dalla mattina alla sera. Dai preparativi, quindi, fino ai balli della discoteca. Ogni momento viene immortalato, ogni sorriso, ogni espressione, ogni piccola emozione. Quindi, normalmente, la struttura del reportage è:

- vestizione dello sposo e della sposa;
- cerimonia;
- passeggiata;
- ricevimento;
- sera.




La passeggiata


reportage di matrimonio Al termine della cerimonia, venti minuti o mezz'ora al massimo per una passeggiata sono più che sufficienti, nel reportage di matrimonio, per raccontare ancora di voi, ma anche per distendervi e rilassarvi dopo l'impatto emotivo del matrimonio. Una passeggiata in cui più gli sposi ancora una volta saranno spontanei e naturali e più chiacchiereranno, rideranno e scherzeranno tra di loro e meglio verranno in foto. Dove? Dove vorranno loro, ma preferibilmente in un luogo che sia importante per la loro storia: un centro storico, ma anche un prato, il parco della villa o del ristorante, insomma: qualunque luogo si può prestare allo scopo, meglio se dotato di significato. E poi via a raggiungere i propri ospiti, prima che si accorgano della loro assenza.




Perché, nel reportage, gli sposi sono così belli?


Nella vita di tutti i giorni siamo abituati a vederci in posa, siamo in posa sia quando chiediamo che ci venga fatta una foto assieme ad un nostro amico, sia quando siamo di fronte ad uno specchio per pettinarci o per truccarci. Di fatto non ci vediamo mai al naturale. Qualcuno di noi, quando sa di essere fotografato, si irrigidisce particolarmente e non viene mai bene in foto, ecco spiegato il perché c'è chi afferma di non essere fotogenico, in verità è solo legato ad una tensione di fondo. Poi ogni tanto capita che qualcuno, senza che ce ne accorgiamo, ci faccia una fotografia a nostra insaputa e ci rendiamo conto che siamo venuti particolarmente bene. Così, nella fotografia di reportage, durante i primi minuti del servizio, il fotografo cercherà di studiare qual è la nostra personalità e le espressioni naturali che ci caratterizzano, quelle che ci rappresentano per davvero, lontano dal riflesso degli specchi o dalle pose e questo verrà fatto per tutto il giorno, ritraendoci sempre nei momenti e nelle espressioni migliori. Non stupisce, quindi, che quando vedremo il servizio, ci troveremo di fronte alle nostre migliori espressioni e solo a quelle.




Nessuna posa, per davvero


Come abbiamo detto, l'elemento che caratterizza il reportage è l'assoluta assenza di foto di posa.
E per le foto di gruppo? Chiaramente ci sarà lo spazio anche per le foto di rito come le foto di gruppo al termine della cerimonia, con i genitori, gli amici, i colleghi, ecc. Questi sono gli scatti che acquisteranno valore nel tempo e sono fondamentali, stiamo comunque parlando di una brevissima parentesi temporale al termine della cerimonia.




Reportage di matrimonio. E se volessi una foto di posa?


Possono sicuramente esserci delle richieste di foto di questo tipo, e come ignorarle? Come ad esempio la foto con un amico, un parente caro o la foto degli stessi sposi in un luogo particolare o con una particolare espressione o posizione, ma il tempo dedicato a questa tipologia di scatti non supera comunque i cinque, dieci minuti, in tutta la giornata, mantenendo quindi fede al reportage nella sua chiave di lettura più fedele e pura.





reportage foto del brindisi
reportage la sposa posa con il suo gatto
reportage foto di gruppo

L'importanza dell'impaginazione dell'album o del book


La fase di scatto è sicuramente fondamentale, ma non è la sola ad essere importante, anche la costruzione degli impaginati è essenziale per costruire un racconto che sia aderente il più possibile agli sposi ed alla loro storia attraverso l'alternanza di momenti narrativi ed emozionali. Una sorta di abito dal taglio unico perché cucito su misura.




Molte più foto rispetto al normale


In un album o book di matrimonio secondo lo stile del reportage, si può raggiungere un numero anche quattro volte superiore al numero di foto presenti in un album di posa, ma la cosa che desta stupore è che nel sfogliarlo non ci si annoia mai, in quanto gli aspetti cronologico, narrativo ed emozionale, permettono di sfogliare il racconto con la curiosità di scoprire che cosa accadrà alla pagina successiva. I vari momenti, poi, possono essere raccontati con più o meno scatti, questo dipenderà dal modo che hanno avuto gli sposi di vivere un particolare momento della giornata o situazione, ovvero con più o meno interesse, il racconto, essendo un abito cucito su misura, rifletterà ciò che gli sposi sono sia con i dettagli, sia con i tagli, sia con il numero di foto per quel determinato momento.




Allenàti all'imprevisto


Altra caratteristica dei matrimoni di reportage è che non essendoci mai nessuna posa, ogni evento può essere ricco di imprevisti. E se è vero che la struttura di ogni matrimonio è circa sempre la stessa (preparativi – cerimonia – passeggiata – ricevimento), è vero anche che all'interno ci sono sempre scene imprevedibili: il pianto di un'amica o di un genitore, l'espressione di stupore per l'arrivo di un ospite che aveva detto non avrebbe potuto esserci, uno scherzo imprevisto, insomma: essere allenati all'imprevisto è una condizione fondamentale e quindi sarà indispensabile avere sempre un occhio in camera, ma sempre attenti con l'altro a ciò che succede attorno.

L'importanza di due punti di vista diversi


Essere sempre in due fotografi è fondamentale per poter avere due punti di ripresa diversi per ogni scena, spesso uno dei due permette agli sposi di rivivere il momento dal loro preciso punto di vista, mentre l'altro dà la visione alternativa.




Come distinguere un fotografo di reportage da uno di posa e non farsi fregare.


Diciamocelo: il reportage è un po' la moda del momento. Tutti i fotografi o comunque la maggior parte di loro, dice di fare reportage, ma in verità, quelli che lo fanno per davvero sono veramente pochi. Si stima che solo una manciata di fotografi per regione siano davvero dei fotografi di reportage. Ma essendo, appunto, la moda del momento, basta nominare la parola reportage ed ecco che i clienti si illuminano, inconsapevoli di stare per acquistare un servizio di posa con qualche sporadico scatto rubato. Scovare questi furbetti del reportage è molto semplice: basta vedere se dalle foto che vi fanno vedere sono presenti i scatti nei quali gli sposi guardano in camera o sono ritratti all'interno di posizioni plastiche o di scenette costruite. Questa sarà la cartina tornasole per capire al di là di quello che un fotografo può raccontare, se è un reportagista vero oppure no. Ciò non vuol dire assolutamente che le foto di posa siano brutte, anzi, solo che è importante essere sempre onesti con i propri clienti e rispettosi dei propri colleghi.

Riassumendo, le caratteristiche del book/album del vero reportage sono:

- totale assenza di scene costruite;
- totale assenza di pose plastiche;
- totale assenza di foto di posa (tranne per le foto di rito);
- assenza di sposi che guardano in camera (poi se c'è una foto particolarmente bella, in cui la sposa guarda in camera... pazienza!).

A questo punto ben si comprende perché il fotografo di posa avrebbe serie difficoltà a fare il reportage: la foto di posa viene fatta in un contesto completamente controllato in cui si dice al soggetto come mettersi e impostandolo in modo che la luce sia perfetta per le esigenze del fotografo, nulla è lasciato al caso, nessun imprevisto. Nel caso del reportage, invece, il fotografo deve essere allenato all'imprevisto, al colpo di scena. È ovvio che un fotografo di posa abituato a gestire i tranquilli contesti controllati può facilmente cadere in uno stato di panico e di eccessivo stress se si improvvisasse reportagista. È per questo motivo che difficilmente un fotografo che nasce come fotografo di posa, troverà complicato modificare la sua visione fotografica ed abbracciare il reportage anche se è pur vero che ci sono delle seppur rare eccezioni.